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Formazione Impresa

I Sogni nel cassetto fanno la muffa.

Voglio fare qualcosa di stimolante nella vita.

Voglio realizzare il sogno che ho nel cassetto da tanto tempo.

E’ giunto il momento di pensare a me e portare a termine i progetti che da tempo tengo da parte.

Ti è mai capitato di pronunciare una di queste frasi?

Io ho avuto questo stimolo energetico molti anni fa e quando ho realizzato che avevo qualcosa dentro che stava per esplodere mi è arrivata una botta di adrenalina enorme.

Ma poi, come capita a tutti, arrivano i “Paladini Conservatori” che iniziano a sommergerti di SE e di MA, ti riempiono di problemi, ti allertano sul pericolo della crisi, ti avvisano che le tasse arrivano puntuali ogni anno e se non basta ti svelano che saremo presto invasi dagli extraterrestri e ogni imprenditore sarà rapito e portato in un mondo lontano.

Ci hanno provato anche con me.

Quando ho avviato la mia prima attività avevo contro anche il cane (che non ho mai avuto) e nessuno era disposto a concedermi il beneficio del dubbio. Ero stato progettato per una carriera da dipendente e fare l’imprenditore era la pazzia più grande che potessi fare. Per di più ero ancora all’università e mi dimostravo doppiamente incosciente perché uscivo completamente dai canoni dove prima si terminano gli studi, poi si rimane parcheggiati per 2/3 anni a fare concorsi, poi si fa un ultimo giro sul tagadà dei master e infine si mandano via curricula in attesa di fare un lungo periodo di stage, co.co.co,  e precariato sotto varie forme.

Poi comunque sarebbe arrivato il momento di aprire una bella partita iva e fatturare da esterno a qualche azienda che avrebbe sfruttato il mio lavoro addossandomi tutti i rischi dell’impresa senza darmi la possibilità di pensare e di agire da imprenditore.

Questo cammino sulle ceneri ardenti non faceva per me, e ancora oggi sono contento di non essere caduto in questa spirale di inedia e malessere (mentale e fisico).

In questa Follia però quello che oggi riconosco come un punto importante che mi ha permesso di aprire la mia prima azienda e poi di crearne altre di successo è il mio approccio mentale agli investimenti.

Se hai davanti una scelta importante che credi possa cambiare la tua vita, con la quale sai che riuscirai ad avere successo, devi pianificare al centesimo ogni passo e crearti un Business Plan reale e funzionante.

Ma non devi mai guardare alla tua “Impresa Eroica” da un punto di vista sbagliato.

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Se provi a guardare il futuro della tua azienda avendo davanti a te la somma degli investimenti da fare, pochi o tanti che siano, rischi di concentrarti solo sul problema e ogni giorno quel mucchio di “spese” diventerà sempre più grande fino a sembrarti una montagna gigantesca e insormontabile.

E’ un po’ come se il funambolo si concentrasse sul vuoto anziché sul punto di arrivo dall’altra parte della fune.

 

Philippe Petite (Joseph Gordon-Levitt) in TriStar Pictures' THE WALK.

Mi ricordo benissimo la mia ansia nell’entrare in banca e affrontare il direttore per il mio primo finanziamento, su un’idea che allora era da matti (da legare): un’agenzia creativa in un paesino di appena 5.000 abitanti in una delle province più piccole e agricole d’Italia… dove il capoluogo non arriva a contare 70.000 abitanti.

Folle, giovane, ancora studente, senza uno storico come punto di riferimento, in una realtà microscopica e con un’idea talmente nuova da non riuscire a spiegarla neanche a chi avrebbe dovuto finanziarla.

Però mi ricordo che il direttore della filiale alla quale mi ero rivolto mi disse di non averci capito un granchè ma si fidava del mio entusiasmo e dei numeri che gli avevo raccontato.

direttore filiale

Oggi, dopo 25 anni sarebbe più complicato ma l’atteggiamento mentale sarebbe lo stesso.

Non ho mai guardato alla mia idea imprenditoriale con davanti la mole degli investimenti che mi accingevo a fare, ma i miei obiettivi erano stati ben studiati e calcolati su 2 aspetti fondamentali:

  • Tempistica

  • Strategia

La tempistica sugli obiettivi, anche quelli più piccoli, mi serviva per fissare sul calendario il momento esatto in cui volevo raggiungerli.

 

Fissare le strategie su carta, di volta in volta diverse, mi aiutava a tenere sotto controllo le azioni che quotidianamente facevo in modo da seguire con facilità il percorso che avevo studiato.

Le persone, o le tipologie di persone, che avrei dovuto incontrare. Le zone in cui avrei dovuto lavorare. La percezione che i clienti dovevano avere dei miei servizi. Le abitudini e la mentalità del mio cliente tipo. Ogni cosa era pensata e trascritta su un block notes pieno zeppo di mappe mentali, di schemi e appunti.

Per me ancora oggi la differenza la fa se una cosa che penso la trascrivo e la fisso su carta, è un ottimo incentivo anche nei momenti più duri ad andare avanti e una forma di misurazione delle mie performance.agenda

Oggi mi rendo conto che si trattava di “procedure” istintive che applicavo in modo naturale, e ogni obiettivo veniva raggiunto grazie all’uso automatico di queste regole.

Dopo 25 anni sono riuscito a catalogare queste azioni e a renderle condivisibili e replicabili.

Quotidianamente mi trovo a trasmettere l’importanza di una “struttura operativa” svincolata dalla mia presenza, perché credo che il primo dovere di un imprenditore sia quello di creare procedure da delegare in modo da non rappresentare il LIMITE FISICO allo sviluppo e alla crescita dell’azienda stessa.

Nello sviluppo di questo modo di vedere l’azienda mi ha aiutato molto il lavoro svolto nel mondo del franchising, dove tutte le procedure (anche quelle più semplici e banali) sono stabilite sulla base di dati oggettivi, e ogni azione deve poter essere replicabile in qualunque momento in qualsiasi parte d’Italia.

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Fissare procedure, stabilire tempistiche, decidere quali strategie utilizzare sono i primi passi per creare un METODO, e il metodo rappresenta la parte più importante del BUSINESS MODEL, la Bibbia del nostro sistema imprenditoriale.

Tutto ciò che scriviamo all’interno del Business Model dovrà essere rispettato alla lettera, e sarà l’unica guida che seguiremo e l’unico strumento con il quale misureremo lo stato di avanzamento del nostro progetto imprenditoriale.

Se devi affrontare un tuo progetto, se hai voglia di mettere in piedi un’idea imprenditoriale tua, non puoi buttarti a testa bassa sul lavoro senza una pianificazione efficace.

Concentrati sugli obiettivi e sulle strategie per arrivarci e lascia dietro di te il peso degli investimenti.

E’ assurdo non avere il programma di una giornata, la lista settimanale, il piano mensile, la tabella annuale.

Non  credo sia possibile pensare a qualunque tipo di impresa senza pianificazione.

Io ogni mattina appena mi alzo ho le prime 2 ore impegnate sempre nelle stesse operazioni:

  • Controllo Social e programmazione giornaliera
  • Controllo mail
  • Invio direttive al team
  • Check sui progetti in atto

Poi il resto della giornata è sempre diverso ma per l’80% ampiamente pianificato in anticipo perché in questo modo sono molto più produttivo, riesco a misurare la mia efficienza personale oltre che quella del mio team e controllo quanto spazio manca al raggiungimento di ogni obiettivo.

NON QUANTO HO FATTO…. MA QUANTO MANCA.delegare

A qualcuno può sembrare sbagliato, ma io non mi concentro mai sulle azioni fatte e sul tempo passato in un progetto perché potrei dare troppo peso a qualche NO o a qualche porta chiusa.

Per me funziona lo sguardo fisso all’obiettivo e non importa quanto lavoro ho fatto, lo stimolo del traguardo è ciò che mi rende più forte.

Questo semplice metodo ha tanti vantaggi e di sicuro non mi verrà mai la malsana idea di sedermi dietro la scrivania a fissare un punto fisso in attesa che qualche cliente bussi alla mia porta, per poi dire che c’è la crisi e tutto va in malora.

Il rumore che provocano i Costi e i “Paladini Conservatori” che si annidano tra parenti e amici devi coprirlo con il ritmo delle tue idee e con la sinfonia del METODO che hai stabilito.

Pianificazione e Focus sull’obiettivo… SEMPRE.

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Roberto Di Carlo
Da oltre 20 anni lavora nel mondo dei matrimoni: la creatività e gli studi classici sono i due elementi su cui si basa il suo eclettismo, ma la sua passione rimane la creazione di progetti innovativi ed il management.
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2 Comments
  • Elena
    Giu 29,2016 at 15:47

    Grazie…
    A volte il problema è proprio delegare, avere fiducia nel prossimo. Da soli è davvero molto difficile. E poi è necessario pianificare, assolutamente.

    • Giu 29,2016 at 16:42

      Elena la delega è il passo necessario per rendere scalabile il tuo business e poterti occupare delle cose importanti anziché delle urgenze. La difficoltà a delegare è il peggior male dell’imprenditore. È comunque vero che i collaboratori spesso ci mettono del loro 🙂

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