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Destination Wedding la nuova “CHIMERA”.

L’Italia è il paese più bello del mondo, millenni di Storia, secoli di cultura che abbiamo esportato in tutto il mondo, terra dei più grandi artisti. Quindi spazio al Destination Wedding.

Per non parlare delle bellezze paesaggistiche, interamente circondata da un mare pieno di poesia, il cibo più buono del globo e i borghi pieni di magia.

Se dovessimo fare l’elenco delle cose straordinarie che abbiamo in Italia non basterebbero tutte le pagine di questo blog, e per ognuna potremmo poi scrivere altre mille libri per spiegarla.

Quindi fin qui tutti d’accordo: L’Italia è un luogo straordinario, dove chiunque vorrebbe trascorrere almeno qualche giorno.

Forse siamo anche d’accordo sul fatto che gli “Itagliani” vivono sugli allori proprio perché sotto il sedere hanno una vera e propria perla di cultura e di storia. E questo ci ha reso un po’ apatici perché diamo per scontate moltissime cose che tutti i giorni ci stanno davanti agli occhi.

OK partiamo proprio da qui per analizzare la CHIMERA del Destination Wedding dove molte aziende si stanno lanciando a testa bassa al grido di “Conquisteremo il mondo perché l’Italia è bellissima e nessuno ha quello che abbiamo noi”.

Si parlo di chimera perché ho la netta sensazione che venga vista come la Salvezza, come la soluzione alla crisi del mercato italiano.

Non parlo di corsi e corsetti di qualche giorno che promettono di farti diventare un’azienda specializzata nel destination wedding, perché saprai giudicare da solo se valgono e se danno contenuti adatti alle tue aspettative di imprenditore, piuttosto voglio prendere in esame il meccanismo perverso che si mette in moto nella testa dei professionisti.

Chi si rivolge con mille aspettative al mercato straniero di solito lo fa per due motivi:

  • Non sta avendo risultati soddisfacenti con le coppie italiane e vuole provare una nuova strada

  • Non è soddisfatto dei guadagni con i matrimoni locali e vuole buttarsi in un mercato che sembra più ricco.

Siamo di nuovo al solito problema del “sentito dire”, del “mi sembra che”, e quando le aziende agiscono così si scavano la fossa a mani nude.

Il Marketing è una scienza complessa e difficile che non può essere definita “esatta”, richiede infatti tutta una serie di elementi che vanno testati e monitorati continuamente,  ma se un’azienda non funziona il marketing è in grado di dirci quali sono gli errori per i quali si sta andando verso il fallimento.

Per questo motivo quando vedo un’azienda che si butta verso il mercato straniero perché con quello locale non funziona bene, io so già cosa accadrà nei prossimi 12/24 mesi.

Potrei già ordinare i fiori perché il suo funerale è prossimo.

Si perché se in Italia non funzioni c’è sicuramente un problema di brand, di posizionamento, non esiste un’idea differenziante che ti fa emergere dalla concorrenza. Se il mercato non ti premia è perché non sai chi è il tuo cliente, non hai individuato le sue reali esigenze (quelle pratiche), non sai di cosa ha paura quando ricerca il tuo servizio.

Quando il mercato non ti premia come vorresti è perché il tuo marketing fa acqua, non esiste una struttura strategica studiata bene, o peggio ancora hai affidato la “pubblicità” a qualche agenzia.

E non siamo ancora al problema peggiore. Ascolta qui.

Se hai problemi nel mercato locale, che tutto sommato non è assolutamente competitivo in fatto di marketing e strategie, sul mercato estero TI VAPORIZZI.

SPUFFFFF

In Italia solo il 5% delle aziende hanno iniziato a mettere mano al marketing strategico in modo serio, e tutto il resto ancora tira a campare con pubblicità, fiere e tutti quegli strumenti che da soli danno un solo risultato sicuro: svuotarti le tasche.

Quindi se ci pensiamo bene in Italia anche se non sei un’azienda strutturata finora si poteva tirare avanti, con i classici sistemi anni ’80 italioti basati sul prezzo civetta, sui pacchetti tutto incluso, o su una sana pacca sulla spalla.

Ora ripeti con me: “tutto sommato il mercato italiano non è così complicato”

E con queste premesse invece ci sono aziende che vogliono buttarsi sul mercato estero, dove ci sono SUPER AZIENDE che sono dei Brand  molto forti e sono molto competitive.

Per questo definisco il destination wedding una Chimera. Se vai sul mercato estero con la stessa impostazione che hai per le coppie italiane sei fottuto. Non hai la possibilità neanche di renderti conto come ti chiami che…. SPUFFFF non ci sei più.

Investimenti in corsi, in siti web in lingua, in convention, in “viaggi studio”….. ma a chi la vogliono raccontare!  Chi si lancia in questa avventura sogna. Sogna che da grande viaggerà su un jet privato per andare ad incontrare con la sua segretaria a Miami una coppia di potenti industriali che vogliono a tutti i costi spendere 2 milioni di euro per il loro matrimonio.

Ora la domanda nasce spontanea: tu vuoi giocare e sognare, o stai cercando davvero la soluzione per vincere sul mercato. Non fa differenza il tipo di mercato, per vincere ci vuole una strategia VERA.

Il Sito? Non è una strategia

I Social? Non sono una strategia

Il Blog? Non è una strategia

Le Convention? Non sono una strategia

A me piacerebbe fare una cosa stravagante, ma di sicuro molto formativa.

Mi piacerebbe chiudere in un’arena 100 coppie di sposi e 30 professionisti di varie categorie, e dopo un giorno vedere chi ha chiuso contratti e quanti ne ha chiusi.

So già che 3 professionisti chiuderanno insieme 80 contratti. Il resto sarà spartito tra gli altri 27 sfigati.

Ma non sfigati perché sfortunati, perché sono arrivati dopo o perché hanno avuto meno possibilità.

Sfigati perché non hanno una strategia di marketing.

Il problema è che quando dici Strategia di Marketing c’è pure chi ti risponde “io ce l’ho, perché con la mia fidanzata che ha fatto il corso di computer abbiamo fatto un sito responsive-mobile-wordpress che è una bomba….. e poi c’ho pure le vetrine in tutti i portali…. e una pagina feisbuk dove la gente mi dice che sono bravo”.

Ma con elementi così non abbiamo speranza.

La speranza di riuscire a portare alcuni professionisti ad un livello superiore invece è quello che ogni giorno ci anima e ci da la forza di condividere questi contenuti.

OK passiamo al secondo problema che si vuole risolvere, quello dei guadagni.

Si guarda al mercato estero perché le coppie sono più ricche e spendono molto di più.

FALSO.

I dati ci dicono che l’Italia è il paese in Europa dove la spesa media è più alta.

Lo riscrivo per essere sicuro. Le coppie italiane spendono di più di tutte le coppie europee.

…”Si ma ad una convention mi hanno fatto vedere che fanno matrimoni da 200.000€ a salire…”

Ovvio, come in Italia c’è chi spende per il proprio matrimonio 20.000 solo di location anche nel mercato estero ci saranno coppie più facoltose che vogliono il Top.

SI CHIAMA SEGMENTAZIONE DEL MERCATO.

Ma la domanda è sempre quella: Se in Italia non sono riusciti ad arrivare ad un target così importante come sperano di arrivarci in un mercato ipercompetitivo come quello estero???

Gira il mondo gira, si riparte sempre dal solito punto: Se non ti strutturi come azienda, se non crei una tua identità di brand, se non costruisci una strategia di marketing efficace NESSUNO TI CAGA. Ecco l’ho detto!

Ho deciso di darti una pillola magica, leggi bene.

Le coppie di sposi non spendono soldi con te perché sei bello o simpatico. Le persone sono disposte a darti tanti soldi SOLO SE RAPPRESENTI SUL MERCATO UNA SCELTA TOP.

No aspetta, non ho detto qualità, attrezzatura figa, professionalità, esperienza, attenzione al cliente.

HO DETTO LA MIGLIORE SCELTA NELLA LORO MENTE.

E come si pensa di andare su un mercato estero con i 4 strumenti “accroccati”  che usano in Italia?

Io con alcuni di questi ci ho parlato, e quando ho chiesto “come pensi di organizzare il tuo marketing e poi i tuoi servizi?”… mi hanno anche risposto 🙁 …. “faccio tradurre il mio sito in inglese da una mia amica, poi vado in una web agency e pago per essere in prima pagina, e quando mi chiedono il preventivo faccio rispondere alla mia amica”.

Et Voilà, la strategia è servita.

La soluzione più ovvia è sempre quella più sbagliata.

Mia nonna dice sempre: “Quando una cosa è semplice fai l’opposto, perché se fosse davvero così la potrebbero fare tutti”. Mentre stiamo parlando di qualche unità di aziende che si sono strutturate per diventare brand sui mercati esteri.

Poi chiudo con LA FAVOLA DELLE FAVOLE.

“Mi concentro sul Destination Wedding perché con gli Italiani non si può lavorare”.

Quando sento questa frase mi diverto come un bambino perché faccio 3 domande semplici per capire il grado di consapevolezza di un professionista del matrimonio:

  1. A quale mercato specifico ti rivolgi? Nord Europa, Nord America, Russia, Giappone….?

…. Risposta: TUTTI

  1. Che tipo di coppie cerchi? Prime nozze, cerimonie religiose, unioni tra italiani e stranieri….?

…. Risposta: TUTTI

  1. Che tipo di servizi offri? Hai trovato un’idea differenziante rispetto a quello che offrono in altri paesi?

…. Risposta: TUTTI

 

Giuro che questa è la situazione.

Capisci come un’azienda che si propone così non ha speranze in nessun tipo di mercato.

Il Destination Wedding è chiaramente un’opportunità ma per ora è solo una pericolosa Chimera, che offre una nuova possibilità di fallimento oltre quelle già esistenti.

Senti a me, prima  struttura la tua azienda e poi vinci su qualunque mercato

INZIA SUBITO da qui www.weddingrevolution.it/corso

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Roberto Di Carlo
Da oltre 20 anni lavora nel mondo dei matrimoni: la creatività e gli studi classici sono i due elementi su cui si basa il suo eclettismo, ma la sua passione rimane la creazione di progetti innovativi ed il management.
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Cosa cerca la sposa?
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